Il giorno della barca volante

La barca volante

Vedere un catamarano volare, appeso con una corda ad un gigantesco elicottero, è già di per se uno spettacolo abbastanza notevole, ma quando tutto questo capita  proprio a due passi da casa, ci sono tutti gli ingredienti per fare di una normale afosa mattinata di agosto una giornata destinata a diventare “quel famoso giorno in cui atterrò la barca”. Continua a leggere

Una riserva camuffata da prassi: il caso Belilos

Mi è arrivata una mail a proposito di una questione abbastanza interessante di diritto internazionale. Si tratta del Caso Belilos, discusso nel 1988 davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. E’ una bella domanda, e mi ha consentito di rimettere mano ai libri di diritto internazionale.

ti ricordi il caso belilos???sul divieto della riserva apposta dalla svizzera all’art.6 della cedu?perchè pur essendo stata presentata come una dichiarazione interpretativa in realtà era una riserva di carattere generale?sbaglio?

La sentenza Belilos riguarda un caso nel quale la Svizzera voleva escludere dall’applicazione della CEDU alcuni processi. Continua a leggere

L’arte di vivere bene

Ed è già settembre. 

Il frontespizio del libro, da Wikipedia

Tornare alla vita di tutti i giorni, per tanti universitari come me, significa anche tornare alle faccende domestiche, alla spesa da fare, alla casa da pulire (ma per quello c’è sempre tempo :-) ) e soprattutto alla cucina. Personalmente penso che l’ostacolo maggiore non stia tanto nel preparare materialmente i piatti, quanto nel fatto stesso di entrare nella forma mentis che ad una certa ora bisogni pensare a cosa mettere in tavola. 

A casa ci pensa la mamma, ma quando sono all’università, si finisce sempre a cucinare le stesse cose (nel mio caso, si va sempre a parare su bastoncini Findus e piselli congelati…). Continua a leggere

Da Biella al Favaro…passeggiando fra i ricordi

E’ stata una estate piena di tanti piccoli impegni, ed è sempre difficile trovare il tempo e quel minimo di ispirazione, la sera, per scrivere due righe su questo blog. Le idee magari non mancano, ma si perdono fuori dalla finestra appena provo a concentrarli su un pezzo di carta (o di schermo). 

Il Favaro. Sullo sfondo, i monti Becco e Cucco

C’è però qualcosa che non mi va di lasciare scorrere via, che vorrei conservare e condividere: la bellezza di una passeggiata semplice, abitudinaria, ma per me così piena di ricordi e di sensazioni quasi commoventi.

Bastano un paio di ore di bicicletta, infatti, per un percorso che idealmente abbraccia l’essenza della bellezza di Biella. Attraversata la città verso nord, con la faticosa salita che conduce al quartiere del Piazzo, ci si arrampica lungo il primo tratto della valle Oropa, godendosi il passaggio – per me sempre repentino e un po’ sorprendente – tra la città e i borghi della prima montagna. Bastano pochi chilometri per vedere cambiare del tutto il paesaggio (e godersi la soddisfazione della salita compiuta). Ad un certo punto, però, si cambia. Continua a leggere

Una mezza-escursione (e una lezione di vita)

Domenica montagna. Coincidenza strana, questa estate. Approfittando di una bella giornata, in cui il cielo sembrava un mare in cui tuffarsi, sono partito, come al solito in modo un po’ frettoloso e rocambolesco, alla volta del Poggio Frassati, uno dei punti più alti della Costa Muanda, la montagna che sale dolcemente fino alla parete verticale del Mucrone, e che saluto tutte le mattine affacciandomi alla finestra della mia camera.

Vista dal Pian del Gee verso la galleria di Rosazza

Vista dal Pian del Gee verso la galleria di Rosazza

Una escursione davvero facile, forse anche un po’ banale per i veri appassionati, ma che sa regalare grandi soddisfazioni. Continua a leggere

Una escursione facile facile (anche per dormiglioni)

Chi ama veramente passeggiare in montagna, si sa, parte all’alba, cammina alla luce del primo tiepido sole, e scende a valle, già distrutto, nel pomeriggio (le ore che seguiranno saranno permeate da un terribile torpore deprimente e calate nell’afa della pianura…).

Il rifugio visto dalla vetta

Ci sono delle volte, però, in cui il cuscino, al mattino, ha un fascino irresistibile, e la capacità di tenere incollati più forte di un Bostik…bisogna allora arrangiarsi, e cercare una destinazione facile e veloce, capace di lenire i sensi di colpa di chi si è svegliato tardi. Ed eccone una bella bella, adatta anche a chi ha subito anche il fascino del tavolo da cucina e si mette in marcia a pancia piena (con ulteriore orrore dei veri montanari).

Si tratta del Rifugio “Madonna della Neve”, alle Selle di Rosazza, a millequattrocento metri o giù (sù) di lì. Continua a leggere

Srl: rifiuto della prestazione del socio d’opera

Ecco una questione abbastanza complessa, riguardante la società a responsabilità limitata: il rifiuto, da parte dei soci, del conferimento della prestazione professionale del socio d’opera, con la conseguente situazione di drammatica incertezza per il socio-lavoratore. Continua a leggere

Viaggio para-ferroviario a Genova

Ogni motivo è buono per una salutare gita a Genova, e l’altro giorno ne ho colto uno un po’ particolare: un viaggio tra le funicolari di questa città. Per me non si traFerrovia Principe Granarolotta di una grande scoperta: la parte bassa della città di Biella, infatti, è collegata con il quartiere medievale del Piazzo da una bellissima funicolare, molto panoramica, che meriterebbe forse molta più attenzione, anche sotto l’aspetto di vera e propria attrazione turistica, di quella che ottiene.

Ma torniamo alla gita genovese. Dopo essere giunto alla stazione ferroviaria di Piazza Principe (ovviamente non per via diretta, ma cambiando ad Arquata Scrivia, per percorrere la “linea storica”, che, non passando quasi mai in galleria, permette di godere dei panorami mozzafiato dell’entroterra), mi sono diretto verso la Ferrovia Principe-Granarolo (ferrovia e non funicolare perchè dotata di un impianto a cremagliera). Si trova appena alle spalle della stazione, un po’ più in alto verso il terminal traghetti, vicino a una torre. L’aspetto generale è piuttosto dimesso: la stazioncina di partenza è in pessimo stato, con l’insegna che una volta doveva essere luminosa ed oggi ridotta ad un rottame arrugginito. Continua a leggere

Piccola arguzia ferroviaria

I latini dicevano nomen omen, e ci sono effettivamente parole che riescono a cadere perfettamente, come si dice, a fagiuolo.

Quando poi c’è di mezzo la magia del palindromo, allora sono vere opere d’arte. Per questo mi ha fatto molto piacere ricevere questo piccolo capolavoro da Matteo:

I TRENI INERTI

In qualunque senso la si legga, la sconsolante verità emerge sempre…e la dice lunga sullo stato delle nostre ferrovie ;)

Il metodo Bungart

Il metodo BungartNella paginetta dedicata all’organo avevo inserito, a mo’ di “repertorio”, qualche brano tratto dal metodo Bungart, il libricino sul quale ho imparato i primi rudimenti di questo strumento. Si tratta di un’opera ormai tradizionale, in quanto è stata la base sulla quale hanno mosso i primi passi ormai parecchie generazioni di organisti. Continua a leggere