Una escursione facile facile (anche per dormiglioni)

Chi ama veramente passeggiare in montagna, si sa, parte all’alba, cammina alla luce del primo tiepido sole, e scende a valle, già distrutto, nel pomeriggio (le ore che seguiranno saranno permeate da un terribile torpore deprimente e calate nell’afa della pianura…).

Il rifugio visto dalla vetta

Ci sono delle volte, però, in cui il cuscino, al mattino, ha un fascino irresistibile, e la capacità di tenere incollati più forte di un Bostik…bisogna allora arrangiarsi, e cercare una destinazione facile e veloce, capace di lenire i sensi di colpa di chi si è svegliato tardi. Ed eccone una bella bella, adatta anche a chi ha subito anche il fascino del tavolo da cucina e si mette in marcia a pancia piena (con ulteriore orrore dei veri montanari).

Si tratta del Rifugio “Madonna della Neve”, alle Selle di Rosazza, a millequattrocento metri o giù (sù) di lì.

Arrivati a Piedicavallo (cercando di farlo con il bus, è una vergogna andare ad intasare le strade di montagna quando c’è un servizio così regolare e intelligente), si procede verso il parco, si attraversa il ponticello in pietra (bellissimo) e si prosegue a sinistra.

La strada per arrivare al rifugio non presenta alcuna difficoltà: è un sentierino, sempre pulito, che attraversa un costone coperto da un fitto bosco, con un po’ di pietraie. L’unica difficoltà è di ordine psicologico: nel tratto iniziale, mentre si attraversa un bosco, credo di faggi, che assomigliano alla volta di una cattedrale gotica, con i tronchi altissimi e le fronde, lontanissime, che formano una copertura piatta e regolare, si deve passare attraverso le “Cascine Coda”: quattro case di pietra grigia, dentro al bosco, perfettamente conservate, dentro le quali si intravedono stanze freddissime e buie. Già mentre il sentiero si avvicina, già quelle sagome terrorizzano, doverci passare in mezzo è dura!

Per il resto, è stata una piacevole passeggiata: si procede tranquilli fino alla sommità, dove, dopo aver incontrato un alpeggio abitato oggi da splendidi cavalloni neri, si giunge al rifugio (che tralaltro ha anche un sito internet), godendo di un panorama unico. La struttura è privata, ed è molto ben tenuta, la sala del ristorante è luminosa e panoramica, dover scendere sarà un dispiacere…

Una Risposta to this post.

  1. ciao, complimenti per il blog,la valle cervo è bellissima e selvaggia anche se non viene sponsorizzata abbastanza!

    ciao a presto

    Replica

Rispondi a questo post