Da Biella al Favaro…passeggiando fra i ricordi

E’ stata una estate piena di tanti piccoli impegni, ed è sempre difficile trovare il tempo e quel minimo di ispirazione, la sera, per scrivere due righe su questo blog. Le idee magari non mancano, ma si perdono fuori dalla finestra appena provo a concentrarli su un pezzo di carta (o di schermo). 

Il Favaro. Sullo sfondo, i monti Becco e Cucco

C’è però qualcosa che non mi va di lasciare scorrere via, che vorrei conservare e condividere: la bellezza di una passeggiata semplice, abitudinaria, ma per me così piena di ricordi e di sensazioni quasi commoventi.

Bastano un paio di ore di bicicletta, infatti, per un percorso che idealmente abbraccia l’essenza della bellezza di Biella. Attraversata la città verso nord, con la faticosa salita che conduce al quartiere del Piazzo, ci si arrampica lungo il primo tratto della valle Oropa, godendosi il passaggio – per me sempre repentino e un po’ sorprendente – tra la città e i borghi della prima montagna. Bastano pochi chilometri per vedere cambiare del tutto il paesaggio (e godersi la soddisfazione della salita compiuta). Ad un certo punto, però, si cambia.

Arrivati a Cossila S. Giovanni, svoltando a sinistra, tramite una strada tortuosa ma pianeggiante, che gode di una bellissima vista sul monte Mucrone, ci si dirige verso Pollone, all’imbocco della Valle Elvo. E’ un sentiero di tutto riposo, panoramico, che, con il suo silenzio, non sembrerebbe mai che in realtà stia cingendo appena la città.

Si giunge a Pollone appena sotto l’ingresso del parco della Burcina, nei pressi del Lanificio. Via Botto è lunga solo alcune centinaia di metri, ma mi sembra sempre una salita insormontabile. Per fortuna che ci si può fermare a guardare i polli che razzolano quasi sulla strada, ed i galletti nani che sembrano quasi dei colombi.

Arrivati al parco (c’è anche una buona gelateria), con un po’ di ottimismo (ne vale la pena), si prosegue con la strada che conduce al Favaro. Si tratta di tornanti strettissimi, quasi una rampa, e scorre all’interno di un’area boschiva pulita e molto ordinata. 

E il Favaro è là sopra, con le torrette delle ville a incorniciare un’altra vista memorabile sul Mucrone. In poco tempo (meno di quanto ci si aspetti) si guadagna anche questa tappa. 

Da quassù ci si può già sbizzarrire, siamo tornati in Valle Oropa, e fa impressione essere così in alto con così poca fatica, tutto sommato.

Si può ancora salire, volendo. Ma questo è un’altro giro.

Mappa e indicazioni

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